BMW M3: storia del progetto (parte 1 di 4)
Scritto da fabrizio il 27 luglio 2010 | Nessun Commento
Era una calda estate di agosto nel 1985, BMW aveva dato notizia dell’uscita di una nuova serie 3 che avrebbe sconvolto il mercato, con una potenza e delle prestazioni mai viste prima per una macchina di quella categoria.
Si pensava che per rimanere nell’elite bisognasse montare obbligatoriamente un turbocompressore, non era cosi, BMW M3 sconvolse il mercato e divenne l’auto turismo che ottenne il maggior successo nell’automobilismo sportivo.
La “leggenda” narra di Eberhard Von Kuenheim, che all’epoca ricopriva il ruolo di CEO di BMW, che parlando con il responsabile dello sviluppo tecnico Paul Rosche disse ” abbiamo bisogno di un motore sportivo anche per la serie 3″.
Nasce il 4 cilindri di 2,3 litri con 4 valvole per cilindro
Gli ingegneri dovevano riprogettare completamente il motore poichè il 4 cilindri montato sulla serie 3 non si prestava ad uno sviluppo sportivo. L’unica cosa che rimase uguale era il basamento del vecchio motore.
Venne fatta la scelta di adottare un 4 cilindri con 4 valvole per cilindro, scelta dettata soprattutto dalle possibilitĂ di sviluppo e di sportivitĂ che offriva la soluzione con 4 cilindri.Il motore di serie ovviamente non presentava caratteristiche adeguate, apportando cosi modifiche significative ,quali un aumento di cilindrata da 2,0 a 2,3 litri ma soprattutto lavorando sull’albero motore che venne irrobustito ed adattato ad un regime di giri nettamente superiore al modello serie 3 dell’epoca, i meccanici e gli ingegneri BMW crearono il nuovo propulsore.
L’auto doveva essere prodotta non a mano , bensi in serie, quindi destinata a nascere da una catena di montaggio. Questa scelta fu obbligata in quanto per poter competere in gare automobilistiche turismo, doveva avere alle spalle una produzione minima di 5.000 esemplari nell’arco di 12 mesi, come richiedeva il regolamento.
La M3 fu anche la priva vettura a montare un convertitore catalitico a 3 vie, diminuendo cosi le emissioni inquinanti e dimostrando gia all’epoca , una speciale attenzione anche per l’ambiente.
Le prime prove al Nurburgring
Gli sviluppi sul tracciato piu duro del mondo non furono di certo tutti rose e fiori. Gli ingegneri tedeschi passarono sicuramente molto tempo a cercare di risolvere dei problemi fondamentali che si presentarono durante lo sviluppo sul circuito.
Il problema principale proveniva dall’impianto di scarico che non lavorava in modo appropriato , non riuscendo a digerire tutto ciò che veniva immesso nel collettore, deteriorando in modo evidente i tubi. Il problema venne risolto con una soluzione semplice ma efficace, vennero sotituite le rondelle precedenti con un set di nuove rondelle che consentivano un gioco maggiore. Fu cosi che la BWM M3 dopo severi test era pronta a fare il suo debutto.
Il debutto al Salone Di Francoforte nel 1985
La M3 non passava sicuramente inosservata. Era facile per il pubblico distinguere il modello sportivo da quello stradale grazie ai numerosi accorgimenti ed al duro lavoro che venne fatto a livello aerodinamico, andando ad impattare anche a livello estetico. Spuntavano dai lati dei voluminosi parafanghi, che davano alla vettura un aspetto sportivo e suscitavano nel pubblico l’idea di velocitĂ che incarnava l’auto.
BMW fece intendere però che si sarebbe dovuto aspettare almeno altri 3 mesi prima di vederla per le strade. Infatti nel 1986 le prime auto pre-serie erano pronte e venne scelto il Mugello come teatro di presentazione. I collaudatori fecero capire che sotto la vettura pulsava una tecnologia ed una componentistica da corsa come mai si era visto prima.
La vettura pesava a secco 1.200 Kg ed il rapporto peso/potenza era di 6,15 Kg/Cv, un rapporto degno anche delle sportive di oggi.
Tutti i post sulla serie storia M3:
- Storia della BMW M3: (parte 2 di 4)
- BMW M3: Il mito dal ’94 al ’99 (parte 3 di 4)
- La M3 fino al 2010 (parte 4 di 4)
Tags: BMW, bmw m3, storia bmw, storia m3
Categorie articolo: Auto storie, BMW



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