Bmw M3: storia della seconda generazione (parte 2 di 4)

di fabrizio il 28 luglio 2010

sotto Auto storie, BMW

Al momento del lancio, nel 1986, la BMW M3 costava 58.000 marchi. Ciò nonostante, non fu un problema trovare clienti per il volume richiesto di 5.000 veicoli.

storia bmw m3 seconda generazione

Solo nel 1987, tutte le 5.000 unità furono riunite per una “foto di famiglia” nel parcheggio Bmw di Monaco-Freimann prima di essere consegnate ai clienti di tutto il mondo. Il successo di questa macchina può essere sicuramente ricondotto all’ eccezionale coefficiente aereodinamico di 0,33.

Inoltre, le caratteristiche di sterzo più precise alle altissime velocità davano al guidatore una più accurata stabilità di marcia. L’ M3 poteva vantare anche una velocità massima di 230 km/h con il convertitore catalitico e 235 km/h, tutto questo con un livello di consumi relativamente basso. La formula Euromix permetteva di consumare, a velocità di 80,120 e nel ciclo urbano, molto meno di 9 litri di benzina super ogni 100 km.

Nuovo allestimento per competizioni

L’ M3 era stata progettata come auto da corsa. Nel 1987 era stato allestito un Campionato mondiale per auto da turismo e molte delle 5.000 M3 prodotte furono riallestite allo scopo di gareggiare. Da 200 CV si passò ad un motore che erogava fino a 300 CV a 8.200 giri/min. Tuttavia Bmw non si presentò inizialmente con un proprio team ma si appoggiò ad altre scuderie tra cui Schnitzer, Linder, Zachspeed e Bigazzi. Per l’occasione venne anche formato un team femminile che vide come protagoniste Annette Meeuvissen e Mercedes Stermitz.

La prima gara, disputata a Monza il 22 Marzo, vide tuttavia la squalifica di tutte le M3. Le vetture vennero squalificate a causa degli spessori della lamiera, non conformi ai regolamenti. Nonostante tutta questa confusione, non si ebbe nessun effetto sull’esito del campionato poichè Roberto Ravaglia salì sul podio come primo campione mondiale turismo.

Anche altri due campioni salirono sul podio dei vincitori al volante di una Bmw M3; stiamo parlando di Wilfried Vogt che vinse il titolo di campione europeo, seguito da Alfried Heger. Inoltre un’ M3 vinse il Rally di Corsica, dopo un’intervallo di 14 anni in cui Bmw non vinceva gare per il Campionato mondiale Rally.

La berlina più sportiva dell’anno

L’M3 fu così votata dai lettori della rivista specializzata “Sport Auto”, divenendo sempre più richiesta, anche nella versione stradale. Nel 1987 venne equipaggiata con ammortizzatori regolabili elettronicamente. Il guidatore aveva così la possibilità di scegliere fra regolazione sportiva, normale e comfort semplicemente azionando un pomello accanto alla leva del freno a mano.

Nel 1988 Bmw creò una serie di auto ancora più potenti. La nuova Bmw M3 “Evo” era facile da individuare grazie a degli spoiler ancora più pronunciati con un motore da 220 CV. La versione “Cat” vantava invece un motore da 215 CV. Questa seconda versione, studiata per un target di clienti molto speciali, era una M3 basata sulla Serie 3 Cabrio, che con i suoi 239 km/h era di gran lunga la quattro posti scoperta più veloce che si potesse trovare in produzione di serie.

Nel frattempo la Bmw M3 vinse , oltre al campionato turistico tedesco, anche i titoli nazionali in Francia, Inghilterra e Italia.

Sport Evo e 320is

La Bwm commercializzò una nuova versione stradale derivata dalla M3 da competizione. Il modello venne chiamato “Sport Evo” e si distingueva per alcuni accorgimenti come lo spoiler posteriore a due montanti. Furono prodotti 600 esemplari con motore da 238 Cv. Una variante della sport Evo, creata per rispettare i limiti fiscali di cilindrata fu denominata “320is” e venne dotata di un motore da 192CV. Queste versioni ebbero un successo inaspettato e prepararono la strada per la nuova M3, uscita nel 1990.

La BMW M3 di seconda generazione

La totalmente rinnovata M3, segnava la fine dell’epoca di un auto sportiva fatta su misura per la competizione, per apparire come un coupè elegante e sofisticato. Il motore erogava 286 CV e generava una coppia di 320 Nm a 3.600 giri/min, permettendo alla BMW M3 di diventare campione del mondo. Mai come all’epoca un motore aspirato era riuscito a primeggiare sui motori turbo compressi. L’auto scattava da 0 a 100 in 6,0 secondi, raggiungendo una velocità di 250 km/h, limitati elettronicamente. I consumi erano sui 9,1 litri ogni 100 km.

bmw m3 storia seconda generazione

La vettura venne modificata anche per quanto riguarda il telaio ed i freni. Ad un aumento di potenza di quelle dimensioni infatti doveva corrispondere un aumento della sicurezza, basato sulla componentistica essenziale della vettura. Gli ingegneri dovettero trovare una buon bilanciamento della vettura, dove il comfort non ne risentisse, montando pneumatici da 17 pollici. Per rendere la vettura stabile ed equilibrata vennero modificati gli assali , anteriore e posteriore, facendo risultare la macchina complessivamente piu bassa di 31 mm rispetto ad una normale M3.

storia bmw m3 motore1

Anche i freni vennero adeguati alla potenza della vettura , vennero adottati dischi maggiorati, forati e ventilati dotati di pinze oscillanti. Venne montato anche il sistema ABS che era gia previsto di serie per tutti i modelli BMW, permettendo alla vettura una decelerazione eccezionale.

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