Quasi 50 anni e non sentirli: si potrebbe sintetizzare così la storia della Porsche 911, che nei suoi 49 anni di storia ha creato un mito e scritto pagine importanti della tradizione automobilistica mondiale, diventando uno status symbol per molti automobilisti.La Porsche 911 nasce per rimpiazzare la 356, nata nel 1948 e derivata dalla Volkswagen Maggiolino: la struttura di quell’auto era ormai arrivata al massimo degli aggiornamenti possibili e non si potevano effettuare ulteriori modifiche. Si rese quindi necessario un cambio radicale con l’introduzione di un modello tutto nuovo; la progettazione venne affidata al giovane Butzi Porsche, che tenendo come capisaldi alcuni elementi del modello precedente (il motore boxer raffreddato ad aria e posizionato nel vano posteriore anziché in quello anteriore) creò un modello nuovo che aveva la capacità adeguata per trasportare fino a quattro persone. L’idea di marketing per mettere sul commercio questa vettura, si basava sul concetto di produzione in serie, in modo tale da abbattere i costi che, invece, gravavano sulle auto concorrenti di questo segmento di mercato, il Gran Turismo, prodotte ancora con sistemi artigianali. Questa “due litri” si inseriva, quindi, in un segmento di mercato medio-alto, con un’auto che però poteva contare su costi di produzione, e quindi di vendita, notevolmente inferiori rispetto alle auto dello stesso segmento.
La macchina sarebbe stata pronta già due anni prima dell’effettivo debutto, ma sorsero problemi in chiave stilistica per quanto riguardava la carrozzeria: il progetto presentato non convinceva la commissione perché non rispettava ciò che è sempre stata una delle caratteristiche distintive della casa tedesca: l’eleganza unità alla grande sportività, che in questo modello dovevano coniugarsi anche alla necessità di ottenere lo spazio necessario per quattro persone all’interno della vettura. Purtroppo la struttura non consentiva questa soluzione innovativa per un modello Gran Turismo, quindi i progettisti e Butzi Porsche decisero di optare per un modello 2+2, che rispondesse a tutte le caratteristiche richieste, senza snaturare le linee eleganti e sportive della Porsche. Era stato così definito il prototipo della T7, che è la genitrice della Porsche 911, presentata a Francoforte, al Salone dell’Auto nell’ottobre del 1963 con il nome di Porsche 901. Il primo modello era stato verniciato di giallo e raccolse numerose critiche positive all’anteprima: venne commercializzato nei primi mesi del 1964 ma l’esordio in commercio non fu dei migliori, perché la casa automobilista francese Peugeot fece ricorso contro la Porsche perché “902″ era un marchio pre-registrato dalla casa del Leone per i suoi modelli; la Porsche allora cambiò il nome dell’auto in corsa e lo tramutò il “911″. La vettura entrò in commercio col nuovo nome nel settembre del 1964. La vettura tecnicamente raccolse pareri molto positivi, ma si scontrò con i clienti fidati della casa, che contestarono fortemente contro la casa tedesca a causa del prezzo eccessivamente elevato della vettura, che costava ben 7 mila Marchi tedeschi in più rispetto al suo predecessore, una cifra esagerata secondo gli affezionati del marchio, che nonostante vedessero numerose innovazioni nella 911, ritennero spropositato l’aumento di prezzo. La casa incassò le critiche e abbassò il prezzo, proponendo sul mercato anche un modello “low cost” con finiture meno pregiate il motore derivato dalla Porsche 356, che all’acquirente finale sarebbe venuta a costare circa quanto il modello precedente; questa vettura low cost derivata dalla 911 venne poi denominata dalla casa 912, ma restò in commercio per appena quattro anni. Ma le critiche più grandi che son piovute sulla casa non riguardavano il prezzo, ma la sicurezza del mezzo, che si era dimostrata molto carente: la 911 infatti, dimostrava di non avere una buona tenuta di strada, con una carenza nel mantenimento della direzione quando l’auto oltrepassava una certa velocità, che si accompagnava anche ad una eccessiva rumorosità percepita nell’abitacolo, che in auto del segmento medio alto non è tollerata; tutte queste problematiche fecero crollare le vendite dell’auto, che in due anni quasi si dimezzarono e costrinsero la Porsche a effettuare numerosi interventi di miglioramento, come l’allungamento del passo dell’auto di 6 cm per migliorare la stabilità e diminuire la nervosità e l’incontrollabilità della vettura e l’effetto sottosterzante. Nel 1966 venne introdotta nel mercato la Porsche 911 S, con un animo più sportivo grazie alle modifiche apportate all’albero motore, all’incremento delle valvole e alle modifiche dei pistoni, con una potenza sviluppata del motore pari a 160cv. Esteticamente il modello S era full optional ed esternamente si differenziava dal modello classico per i cerchi in lega Fuchs. Per ampliare il bacino di utenza, la Porsche propose anche un modello cabrio (Targa), affiancato alla coupè, con il tetto rigido asportabile. Dopo qualche anno di stabilità, la Porsche effettuò nuovi interventi sulla macchina, modificando al griglia posteriore e aumentando la cilindrata del motore, che passò dai 1991 a 2195 centimetri cubici. Furono incrementate anche le potenze: la 911 T raggiunse i 120 cv, la E e la S, i due modelli a iniezione, vennero invece incrementati rispettivamente fino a raggiungere i 155 e i 180 cv. Ma alla Porsche non bastava quell’incremento di cilindrata e pochi anni dopo, nei primi del 70, la aggiustò ulteriormente portandola fino a 2321 centimetri cubici, con una aggiustata verso l’alto anche per i cavalli (la S venne portata a 190 cv). Ma la verve sportiva di casa Porsche non si esaurì con il modello S della 911: nel 1972 venne lanciata nel mercato la 911 Carrera RS, spinta da un motore con cilindrata da 2687 cm cubici con una potenza di 210 cavalli. Il motore era il classico boxer a 6 cilindri , ala carrozzeria fu ulteriormente alleggerita per conferire maggiore dinamismo e aerodinamicità alla vettura: infatti le portiere e i portelloni furono progettati in allumino assottigliato: nella sua versione sportiva più integrale (Sport) gli interni di questa vettura erano ridotti allo stretto indispensabile per avere una macchina ancora più leggera e performante, che sfruttasse appieno le grandi caratteristiche del motore. Ma la vettura con la quale la Porsche decise di mostrare ii muscoli negli anni 70 era la 911 Turbo, con un motore da 2991 di cilindrata e una potenza maggiorata a 260 cavalli, che richiese l’installazione di un ampio alettone posteriore per la stabilità, su cui era inserito l’intercooler; sempre negli anni 70, per sostituire le tre vetture “standard” della serie, fu introdotta la SC Carrera, del tutto simile alle precedenti, ad eccezioni di alcuni particolari, nella versione Coupè e Targa. Si pensava che anche la 911 avesse fatto il suo tempo, ma ai primi degli anni 80 fu introdotta in commercio la 3.2, molto simile alla precedente, ma con un motore portato a una cilindrata di 3164 cm cubici con iniezione meccanica e non più elettronica e 231cavalli. Nel 1989 la 911 subì un profondo restyling meccanico ed estetico e venne lanciata la Carrera 4: motore da 3600 centimetri cubici, 250 cavalli e introduzione della trazione integrale, novità assolta sui modelli Porsche. L’alettone era retrattile, gli interni rimodernati e alle versioni Targa e Coupè fu aggiunta quella cabriolet, con tettuccio in tela; ulteriore forte restyling fu quello del 1994 (serie 993), quando per la prima volta dalla sua nascita, la 911 vennero modificati i gruppi ottici, che vennero inclinati maggiormente, con ripercussioni sulle lamiere e sui parafanghi e paraurti che son stati ridisegnati. Questo fu anche l’ultimo modello di 911 con motore raffreddato ad aria. Per questo modello non era inizialmente prevista la versione Targa, che fu introdotta solo successivamente. La 911 era arrivata al massimo degli sviluppi consentiti su quella struttura; gli ingegneri e i progettisti di misero allora all’opera per produrre un’auto totalmente nuova, che però rispecchiasse l’animo della 911 originale, che tanto bene aveva fatto sul mercato: fu così che alla fine del 1997 vide a luce la nuova Porsche 911 serie 996, tecnicamente ed esteticamente diverso dal modello precedente, che però aveva mantenuto il motore posteriore a 6 cilindri, anche se per il raffreddamento era stato introdotto un sistema ad acqua, eliminando quello originario ad aria. Su questo modello furono introdotte diverse modifiche nel corso degli anni, specialmente per quanto riguarda la cilindrata del motore e la sua potenza. L’ultima modifica fu fatta nel 2002, col lancio della GT, che poteva contare su un motore da 3,6 litri e ben 462 cavalli con trazione posteriore. Nel 2005 la Porsche 911 ha subito l’ultimo restyling completo, fino ad oggi, con il lancio della serie 997, che si rifà al passato per quanto riguarda l’estetica ( i fari, per esempio, sono tornati ad essere circolari) ma guarda avanti per la meccanica: il motore è sempre un 3.600 cm cubici, con 325 cavalli per la Carrera 911 standard, mentre per la Carrera 911 S si parla di un motore da 3,8 litri con 355 cavalli di potenza. Sono state rese disponibili sia le versioni con trazione integrale che quelle con trazione posteriore. Per la 997 sono state messe in commercio tutte e tre le versioni: coupè, Targa e cabriolet. Nel 2010 la casa tedesca ha messo in commercio una versione sportiva estrema della 911, la GT2 RS, con motore bi turbo con 620cavalli. L’ultima versione finora portata sul mercato dalla Porsche per la 911 è uscita nel 2011 e prevede un motore da 4,6 litri e qualche modifica estetica e di assetto, con una struttura lievemente più lunga e con un’aerodinamica migliorata sotto certi aspetti, che consente anche di consumare meno.









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